Archivio

Archivio Novembre 2005

I Pixies

30 Novembre 2005 5 commenti


Quando entri in un giardino
e come di incanto vieni avvolto da una magica armonia
stai attento…
potresti scorgere sotto una foglia
o tra i petali di un fiore un Pixies.

I Pixies,un popolo di esseri magici,
timidi si nascondono alla nostra vista
Simpatiche creature dalle orecchie a punta
con le loro gambe lunghe e braccia sottili
lavorano giorno e notte per custodire la bellezza dei fiori
e far crescere rigogliose le piante dei nostri giardini

Sono i guardiani della bellezza e della natura
e ad ogni stagione trasformano come per magia
ogni giardino
regalandoci un pò di incanto

Amano ogni pianta e ogni fiore

Se tu come loro ami la natura
ti proteggeranno e ti porteranno fortuna..

(ne ho avuti due in dono e come per magia le cose girano bene dopo un periodo nerissimo….
spesso davvero basta aprire il proprio cuore
i propri sensi e la magia corre da te)

Continenti scomparsi 2: Lyonesse e Atlantide

27 Novembre 2005 1 commento


Continuiamo ora con le leggende dei continenti scomparsi:
Una di queste leggende è molto vicina a noi: secondo la mitologia celtica, tra le coste della Cornovaglia in Inghilterra e le isole Scilly sarebbe esistita un tempo una terra emersa su cui si trovava il regno di Lyonesse, civilissimo e splendido. Nel V secolo dopo Cristo l’oceano avrebbe all’improvviso inghiottito Lyonesse. e soltanto un uomo dl nome Trevilian sarebbe riuscito ad evitare la morte e a narrarne i fatti. I suoi ascendenti hanno ancor oggi sullo stemma un cavallo bianco: quello sul quale il loro antenato avrebbe raggiunto la salvezza. La leggenda più affascinante, nota fìn dai tempi antichi, è però quella di Atlantide.In una sua opera famosa, il “Crizia”. Platone descrive una grande isola che, in base a una tradizione molto diffusa nell’antichità, sarebbe sorta davanti all?attuale stretto di Gibilterra. Quest’isola si sarebbe chiamata Atlantide e sarebbe stata più grande della Libia e dell’Asia Minore messe insieme. A quanto pare, Platone aveva ricavato le sue informazioni da uno scritto dl Salone, vissuto nel VII secolo a.C.Atlantide, narra Platone, era abitata da un popolo di grande civiltà. discendente dal dio Poseidone e da un mortale di nome Clito, aveva stupende città e un ordinamento sociale
perfetto. Col tempo però gli Atlantidi avevano perduto le loro qualità positive e avevano voluto invadere l’Europa: il Crizia di Platone avrebbe dovuto descrivere questa grande battaglia, però il racconto si interrompe dopo la descrizione della decadenza morale di Atlantide e la decisione presa dagli Dei di punire gli abitanti. In un’opera successiva, il “Timeo”, Platone narra che Atlantide sprofondò in mare.
Le moderne ricerche geologiche sembrano confermare il racconto platonico: gli studiosi pensano infatti che con ogni probabilità un grande continente possa essere esistito anticamente nella parte settentrionale dell’Atlantico: Groenlandia, Azzorre e Canarie ne sarebbero gli ultimi residui.

anche per questa volta è tutto,
Un abbraccio

Naìl

Alberi, piante fiori e…esseri fatati.

17 Novembre 2005 11 commenti


Era uno splendido cespuglio di sambuco, un intero albero?Come profumava, ed era fiorito! In mezzo all?albero stava seduta una vecchia signora cordiale con uno strano vestito: era tutto verde, come le foglie del sambuco e guarnito di fiori bianchi.
?Come si chiama la signora?? chiese il ragazzino?
?Bhè, i Greci e i Romani? disse il vecchio, ? la chiamano Driade; ma a noi piace invece chiamarla Madre Sambuco ed è con questo nome che è conosciuta dalle nostre parti!?

Questo brano è tratto dalla fiaba di Andersen intitolata ?Madre Sambuco? e che dimostra di conoscere le tradizioni popolari nordiche, che legano strettamente le fate agli alberi.
In Svezia, si tramandano leggende che parlano di elfi che vivono nelle Quercie, la cui vita è strettamente connessa con quella dell?albero di appartenenza.
I danesi credevano che i sambuchi, di notte, prendessero vita e si affacciassero alle finestre delle case e che la Signora Holder o, appunto Madre Sambuco, vivesse sotto questi alberi. I sambuchi erano, pertanto, venerati e non venivano abbattuti?in quanto si diceva che abbattere certi alberi significava privare delle fate della loro dimora e che ciò avrebbe significato, per colui che li aveva abbattuti perdere la propria casa.
Piantare un Sambuco vicino casa e trattarlo con rispetto significava invece essere protetti contro la sfortuna, fare bei sogni e avere fate danzanti nel proprio giardino!

In tutta l?Europa centro-settentrionale, si credeva invece che le fate abitassero nei ginepri e uno di essi è protagonista di una fiaba dei fratelli Grimm, in quanto soddisfa i desideri di un bambino e si anima per vendicare i cattivi e proteggere i buoni.

Altro albero fatato è il Tiglio, che era presente nelle piazze di paese e sotto il quale si celebravano matrimoni e si stipulavano contratti, che venivano ritenuti benedetti, perché sottoposti all?influsso benefico dell?albero in questione. Si riteneva che non potesse essere colpito dai fulmini e che fosse abitato da fate ed elfi.

Infine, molte leggende nordiche parlano delle Querce e dei loro abitanti: Fairy folks are in old oaks??Le fate stanno, tutti lo sanno, nelle vecchie querce?! Così recita un vecchio detto inglese?In un quadro di un pittore vittoriano, una fata dai biondi capelli esce da una Quercia; in una fiaba, un contadino che stava abbattendo una quercia si trova davanti una fata che lo supplica di non distruggere la sua dimora, in cambio di tre desideri.

In Irlanda, inoltre, si parla del prugno selvatico, le cui bacche possono essere raccolte solo fino al 31 ottobre e si dice che le fate amino anche noci, frassini, meli, olmi e ontani e naturalmente il Biancospino.
Anche molte erbe selvatiche e alcuni fiori sono associati alle Fate: la digitale, detta Fairy Glove?la felce, il timo, l?edera e l?acetosella?inoltre le campanule, che diventano splendidi cappucci per le silfidi.
E questo, giusto per raccontare qualche cosa sul mondo meraviglioso delle fate e sui loro rapporti con la Natura.

Tisana d’amore!

12 Novembre 2005 11 commenti


per tutti coloro a cui piacciono le tisane e che amano le situazioni romantiche! Ecco a voi una squisita tisana che, divisa con la persona, fa si che questa si innamori perdutamente di voi!;P (non garantisco il funzionamento ma è molto buona!!!e cmq a piace sempre pensare he provare è gratis!^_^)

allora:

Tè dell’amore
dividetelo con la persona amata
1 parte rosmarino
3 timo
3 noce moscata
3 foglie di menta fresca
6 petali di rosa
6 foglie di limone
miele

(mi raccomando, in caso di piante particolari usate quelle comprate in erboristeria!sono più sicure!!)

a questo punto….buona tisana a tutti!!!

Un abbraccio
Naìl

A proposito di Lilith.

7 Novembre 2005 7 commenti

Oetzi colpisce ancora:morto Tom Loy

4 Novembre 2005 4 commenti


La maledizione di Oetzi ha colpito ancora. Un altro degli studiosi che hanno avuto tra le mani la mummia di Similaun, Tom Loy, archeologo molecolare statunitense, è morto in circostanze misteriose a Brisbane in Australia, pochi giorni dopo aver concluso un libro sull’uomo vissuto 5.300 anni fa e i cui resti furono trovati sulle Alpi italiane nel 1991. Con Tom Loy salgono a cinque le vittime dell’implacabile Oetzi.

Loy in Australia viveva e dirigeva i laboratori di scienze archeologiche dell’Università del Queensland. Lo studioso, 63 anni, aveva consegnato due settimane fa il manoscritto dedicato a Oetzi, come è stata ribattezzata la mummia di Similaun. Il corpo di Loy è stato trovato diversi giorni dopo la morte nell’appartamento in cui abitava da solo. Da tempo soffriva di una malattia ematica che gli era stata diagnosticata poco dopo la scoperta della mummia.

“Non credo alla maledizione” aveva detto agli amici man mano che si susseguivano i decessi di quanti avevano scoperto, esaminato e filmato Oetzi disturbando un sonno durato 53 secoli, “è solo superstizione. La gente muore: tutto qui”. Secondo Gareth, fratello dello studioso, l’autopsia non è servita a stabilire le cause del decesso. “Ci è stato detto che potrebbe essere morto per cause naturali o per un incidente domestico. O per una combinazione di entrambe le cause” ha detto. Le altre morti ricondotte alla mummia sono quelle del turista tedesco che scoprì i resti; dell’archeologo che per primo ispezionò il corpo congelato; del capo dell’equipe di anatomopatologi che eseguì gli accertamenti e della guida che lo portò fino al luogo del ritrovamento e del giornalista che filmò il recupero.

Novembre: la Luna della Neve.

3 Novembre 2005 4 commenti


Eccoci a parlare dell’Esbat di Novembre.

La Madre Terra, in questo periodo, appare stanca dopo tanto piantare, raccogliere, crescere, e si prepara al meritato riposo e con lei tutta la Natura.
La neve fa la sua parte, ricoprendola con i suoi fiocchi e andando a formare una soffice coperta, che la protegge dal freddo dell?Inverno.
Anche noi, rallentiamo i nostri ritmi: stiamo più a casa, portiamo a termine i progetti e chiudiamo questioni lasciate in sospeso.
Ci rilassiamo, riordinando le idee e riflettiamo sulla benevolenza della Terra, sugli aspetti positivi che caratterizzano la nostra vita.

Per festeggiare la Luna della Neve:

Indossiamo abiti color nero, porpora, blu e altri colori scuri per onorare il riposo della terra;
Usiamo incensi per il rituale della Luna Piena e bruciamo candele color porpora;
Facciamo un elenco di tutti coloro che hanno fatto cose buone, verso di noi durante l?anno e pensiamo ad un modo per ricambiare;
Inventiamo una ninna nanna per la terra che riposa;
Cerchiamo di concludere affari rimasti in sospeso.

Erbe preferite: anice, lavanda e rosmarino.

Quindi, Buona Luna di Novembre a tutti.

Continenti perduti!

2 Novembre 2005 6 commenti


Per chi ama questo tipo di leggende ecco a voi la prima di una bella serie di leggende riguardanti i continenti scomparsi!

Cominciamo con la più antica: Lemuria.
Secondo la leggenda fu uno dei primi continenti che sia mai stato abitato da una civiltà ben organizzata.
Situatra tra tra l’Australia e l’America del Sud, al disotto delle isole Hawai, sarebbe esistita Lemuria: Il nome deriva da “lemuri”, antica famiglia di proscimmie di cui nel secolo scorso lo zoologo Inglese P.L. Sclater trovò i fossili nelle zone meridionali dell’india e nella
provincia sudafricana del Natal Per spiegare la somiglianza di tali fossili Sclater ipotizzò l’esistenza di una terra (Lemuria appunto), che In epoche antichissime avrebbe occupato l’attuale Oceano Indiano unendo l’india meridionale e l’Africa del Sud. L’idea di un “ponte” che un tempo avrebbe unito le attuali terre emerse suscitò molto interesse tra i sostenitori delle teorie
evoluzionistiche e il famoso biologo Ernest Haeckel formulò addirittura l’ipotesi che la perduta Lemuria corrispondesse al giardino dell’Eden, culla della razza umana.
Anche Lemuria sarebbe sprofondata in mare: antiche leggende polinesiane parlano di due grandi isole, abitate rispettivamente da uomini di pelle gialla (lemuria) e nera(atlantide), in continua lotta tra loro, e sprofondate in mare per volere degli Dei che volevano punire gli uomini della loro malvagità e durezza di cuore. Residuo di Lemuria sarebbe stata poi
l’antica terra di Mu, dove sarebbe fiorita una civiltà molto avanzata, base delle civiltà della Cina, dell’india, della Persia.
Queste ipotesi sono sostenute dal colonnello inglese James Churchward, che
ne tratta nel suo libro “The lost continent of Mu” (ll continente perduto di Mu): Churchward, che era vissuto a lungo In India, aveva conosciuto qui un sacerdote Indù che gli aveva mostrato una biblioteca di tavolette di pietra scritte in naacal, la lingua originaria di Mu.
Secondo Churchward e anche in base a certe tradizioni orali delle isole del Pacifico, gli abitanti di Mu avrebbero posseduto conoscenze tali da esser nettamente superiori a quelle attuali. Circa 12.000 anni fa Mu sarebbe sparita nell’oceano a causa di una esplosione di gas di portata inimmaginabile.
Certe vestigia tuttora esistenti (le gigantesche teste dell’isola di Pasqua e le costruzioni ciclopiche riscontrabili su molte isole del Pacifico) sarebbero opera della gente di Mu, che aveva Imparato a dominare la forza dl gravità: oggi ci chiediamo infatti come gli indigeni di quel luoghi abbiano potuto trasportare tali pesi…

…prossimamente altri post su la Famosissima Atlantide e la meno conosciuta Lyonesse!
Abbracci a tutti^_^