Archivio

Archivio Aprile 2005

I Misteri di Roma 1 "Beatrice Cenci"

30 Aprile 2005 6 commenti


Girando da via arenula in una delle stradine interne che si inerpicano al ghetto ci si può trovare davanti casa della nobile famiglia romana dei Cenci, la cui figlia 22enne, Beatrice, è diventata una sorta di eroina romana:
Beatrice nacque a Roma nel 1577.
Il padre, Francesco Cenci era un uomo violento e volgare, che abusava delle figlie e gli adoperava violenza psicologica e fisica:
nonostante le innumerevoli incriminazioni per violenza non era mai stato punito in qualche modo.
I fratelli di Beatrice avevano presentato più volte istanza contro il genitore e richiesto un udienza papale, ma Clemente VIII° non volle mettersi contro una famiglia così nobile, fece esiliare due dei fratelli e, per dimostrare interessamento, procurando un marito alla sorella maggiore.
Per paura che potessero portargli via anche l’ultima figlia rimasta il conte Cenci partì insieme alla nuova moglie, Lucrezia Petroni, e a Beatrice verso un suo possedimento in Abruzzo, la fortezza di Petrella, dove proseguì indisturbato le sue sevizie. Era l’anno 1598.
Beatrice disperata tentò di far giungere una lettera al papa con scarsi risultati e alla fine prese l’estrema decisione appoggiata da fue fratelli, giacomo e Bernardo, e dalla matrigna Lucrezia:
Uccidere il padre.
Nel piano si fecero aiutare da due vassalli del conte, Marzio e Olimpio, quest’ultimo, forse, amante di Beatrice.
Matrigna e figlia fecero mangiare dell’oppio a Francesco Cenci, fino a farlo cadere in un sonno profondo.
i due vassalli lo uccisero, infilandogli un chiodo in testa ed uno in gola.
Non appena morto i chiodi furono rimossi e il corpo del conte fu buttato
da un balcone del palazzo, facendo passare la morte per un incidente.
Per una serie di disgrazie il complotto venne alla luce: all’inizio uno spasimante di Beatrice tentò di far sparire i vassalli testimoni, senza successo, poi Lucrezia, Giacomo e Bernardo furono portati in carcere dove, torturati con le corde (appesi per le braccia) rivelarono tutto.
Infine fu presa Beatrice che resistette appese per le braccia, ma confessò appesa per i capelli.
Molti avvocati romani presero le difese di Beatrice e dei fratelli.
In realtà il principio di legittima difesa faceva sperare in una vittoria.
Ma contemporaneamente al processo ci furono il parricidio ed il matricidio di altri due nobili.
Questo indusse il Papa Clemente VIII°, che comunque si era già schierato per la linea dura, a non fare eccezioni.
Il 10 settembre 1599 fu fissata l’esecuzione e si cominciò ad allestire il patibolo a Piazza Ponte Sant’Angelo (di fronte Castel Sant’Angelo).
Grazie l’interessamento di alcuni cardinali a Bernardo, appena 15enne fu concessa la grazia.
Beatrice ricevette la notizia della sua esecuzione alle sei del mattino del giorno stesso.
Lasciò tutti gli averi in beneficenza.
La processione partì dal carcere per arrivare al patibolo:
La prima ad essere giustiziata fu Lucrezia.
Poi toccò a Beatrice, e si racconta che lanciò un urlo così forte che la sua voce arrivò fino a San Pietro.
La sera il corpo di Beatrice fu sepolto a San Pietro in Montorio al Gianicolo.
Ma non vi fu pace: alla fine del ’700 durante l’occupazione francese un soldato profanò la tomba e rubò il teschio assieme al vassoio d’argento sul quale era stato posato.
Per evitare altre profanazioni e imbarazzi, che procurava la sepoltura di una ragazza, eletta a martire dal popolo ma comunque patricida e giudicata tale da un pontefice la tomba fu coperta da strati superiosi e nelle nuove pavimentazioni non fu riportata nessuna indicazione.

A Castel Sant’Angelo, la notte dell’undici settembre, ormai da 400 anni e confermato da numerose segnalazioni, è possibile incontrare il fantasma di Beatrice Cenci, una figura femminile, vestita di bianco, che aleggia e geme intorno al corpo dov’è avvenuta la decapitazione.

Beatrice è diventata un’eroina romana perchè ha preferito ribellarsi ed andare incontro alla morte piuttosto che soccombere alla vita di sevizie e violenze che il padre le avrebbe regalato.
I suoi carnefici furono quei giudici e quel papa che avevano rifiutato di aiutarla, per paura di mettersi contro un nobile, di prendere le difese di una giovane di appena 22anni.
Nonostante sia stata eletta a martire dal popolo il suo fantasma continua a vagare.
Se passate a Castel Sant’Angelo, la notte dell’undici settembre andate a cercarla…e rivolgetegli un sorriso. Deve sentirsi molto sola, senza famiglia, senza tomba, senza giustizia.

Gocce di felicità.

29 Aprile 2005 6 commenti


Gli oli essenziali sono usati per molteplici usi: massaggi (basta metterne qche goccia in olio di mandorla ed ecco la miscela), aromaterapia, uso alimentare, per curarsi in modo naturale, per la bellezza.
Purtroppo sono costosi ed è sempre meglio affidarsi alle mani di un buon erborista. In commercio infatti capita di trovare oli o essenze a basso costo: difidate! Si tratta di preparazioni chimiche, essenze sintetiche con nessuna proprietà… anzi possono causare anche irritazioni!
Un ottimo uso degli per profumare e al tempo stesso “svegliare” o rilassare il nostro corpo è quello dell’aromaterapia.
Basta infatti avere un diffusore: quelle specie di “vasetti” dove sotto si mette la candelina. Qche goccia di olio essenziale da diluire nell’acqua e il gioco è fatto.
Ogni olio ha il suo uso specifico, vi scrivo più o meno che tipo di olio usare a seconda delle esigenze (mamma che pensiero contorto ho scritto!!!).
-Regolatori: bergamotto, rosa, geranio, camomilla, incenso
-Stimolanti: rosmarino, basilico, menta, ginepro, eucalipto
-Sedativi: lavanda, maggiorana,camomilla, sandalo, arancio
-euforici: salvia, rosa otto, ylang ylang, maggiorana
-afrodisiaci: ylang ylang, patchouli, gelsomino, rosa, salvia.
Potete abbinarli tra loro x ottenere una miscela che soddisfa al meglio le vostre necessità.
Per profumare l’ambiente (x esempio) nell’acqua del diffusore metteteci 6/8 gocce dell’ olio che preferite.
Per equilibrare e rilassare provate qs:
3 gc oe geranio, 1 gc oe rosa, 3 gc cedro.
Per energizzare: 2 gc menta, 2 gc rosmarino, 2 gc pino.

I segreti della regina Cleopatra

29 Aprile 2005 13 commenti


Salve ragazze sono contentissima di stare in mezzo a voi in questo splendito blog,un ringraziamento speciale va a Michelle che mi ha dato l’opportunità di scrivere qui…..spero di non deludervi!!!
Come primo post spero vi interessi!

PER COSERVARSI BELLE:
Provvedersi ogni mattina di carne di vitello molto fresca e magra,tagliata a sottili strisce si applica la carne la carne giornalmente sulla faccia e sulle altri parti del corpo che si vogliono conservare fresche,lasciandovela per un’ora..

PER CONSERVARE LA PELLE MORBIDA:
L’acqua filtra dal decotto di foglie di citiso,o come suol chiamarsi di majella,si espone all’influenza della luna,di marte o di venerein un vaso scoperto,durante tre o quattro notti,e per 24 ore al sole,aggiungendo poi alcune gocce di latte di mucca o di capra,si lava la faccia e le altri parti del corpo che desideriamo nettare e imbiancare…

UN INFUSIONE PER LA PELLE:
FATTO UN INFUSO DI RAVANO MESCOLARLO CON LATTE E LAVARSI TUTTE LE SERE CON QUESTA SEMPLICE LOZIONE PRIMA DI CORICARSI…

PER ABBELLIRE GLI OCCHI:
LE CIGLIA LUNGHE E FOLTEACCRESCONO LANGUORE E VOLUTTA’ A DUE BEGLI OCCHI,COME SI ACQUISTA QUESTO FASCINO?FACILMENTE.Basta accorciare nei tre quarti di luna crescente le ciglia,adoperando una piccola forbice curva e dopo aver lavato gli occhi con una soluzione borica frizionare le ciglia e l’orlo delle palpebre conn olio di mandorla dolce,presto le ciglia si allungheranno e si moltiplicheranno..
Io questo metodo lo uso anche per farmi crescere i capelli per me sono consigli utili visto che funzionano!!!!

Se non lascerai inaridire il tuo cuore, se farai delle piccole gentilezze ai tuoi simili,
essi ti risponderanno con affetto.
Ti doneranno pensieri amichevoli.
Più uomini aiuterai, più saranno i buoni pensieri che ti verranno rivolti.
Il fatto che ci siano degli uomini ben disposti nei tuoi confronti,
vale più d?ogni ricchezza.

La "favola" di Beatrix….

29 Aprile 2005 7 commenti


…Beatrix faceva parte di una banda di spietate killer, a capo della quale, si trovava il temibile Bill?Beatrix incontrò l?amore e decise di cambiare vita; ma il passato, si sa, spesso ritorna e ti tormenta, ti trascina via con sé, se non trovi la strada giusta per continuare il ?viaggio? e, inesorabilmente..si torna indietro o si finisce per essere travolti dall?onda del destino?E? così che Beatrix si ritrova picchiata a sangue nel giorno del suo matrimonio, in attesa di un figlio e finisce in coma, per mano delle stesse con cui un tempo lavorava?è la fine?No è solo l?inizio, dopo essersi risvegliata la donna avrà un solo scopo nella vita, quello di uccidere Bill, il suo carnefice e tutti coloro che hanno contribuito a rovinarle la vita?mieterà vittime, Beatrix, ma scoprirà anche quanto sia difficile convivere con la sete di vendetta, quanto la violenza generi solo altra violenza, quanto amore e morte siano sottilmente vicini e quanto, a volte, la vita possa stupirti?quando credi che tutto sia finito, quando immagini di essere al capolinea, improvvisamente scopri che tua figlia è ancora viva e che ciò che provi non è solo odio, ma che sei ancora anche capace di amare e che l?amore, forse, è la più grande risposta?Beatrix, sua figlia e finalmente?Bill?uniti un unico ironico destino?ciò che si è creduto vero,non è più vero?l?odio lascia posto all?amore più grande, quello materno e, per assurdo, anche quello che sembra il compimento della vendetta, tanto cercata, non è che un ultimo parossistico atto di amore?

Sono certa che ogni strega moderna non può non essersi emozionata vedendo questo film?queste parole sono un omaggio a Quentin Tarantino che ha saputo delineare una figura di donna tanto sfaccettata, controversa, autentica e profondamente umana e a Uma Thurman che ha interpretato una meravigliosa Beatrix!!

Credi nei sogni…Il regno delle fate…

29 Aprile 2005 8 commenti


“Non dimenticarmi
Io esisto non solo nei tuoi sogni
Non abbandonarmi
La speranza ti porterà da me”

Dove si trova il regno delle Fate?
A volte appena sopra l’orizzonte, a volte sotto i nostri piedi.
In ogni paese del mondo c’è un regno delle Fate; quindi ci sono Fate italiane, Fate americane, Fate francesi, Fate russe, Fate inglesi etc.etc.
Nel Galles pensano che il regno delle Fate si trovi in un’isola, nel canale di San Giorgio, al largo della costa del Pembrokeshire.
Gli Irlandesi chiamarono Hy Breasail l’isola fantasma che, secondo loro, si trovava ad ovest e che secondo loro accoglieva il regno delle Fate.
Mentre per i britannici l’isola fantastica è l’isola di Man.
Ma la più famosa delle isole magiche è senz’altro l’isola di Avalon. Il leggendario Re Artù si dice vi sia stato incoronato e che in seguito, ferito a morte, vi sia stato portato per essere curato da quattro Regine delle Fate, e che il suo corpo immerso in un magico sonno sia nascosto nel cuore di una collina dell’isola.
Il Regno delle fate può svelarsi all’improvviso in qualsiasi luogo, luminoso e scintillante, e sparire con la stessa rapidità.
Terrapieni, forti e colli antichi sono le altre dimore tradizionali delle Fate, e a riprova di ciò, la parola gaelica che indica le Fate è Sidhe, che significa popolo delle colline.
Le pareti delle caverne scelte dalle Fate per dimora, trasudano gocce dorate. Ogni collina ha il suo Re e la sua Regina; di solito, però, sono legati da un vincolo di fedeltà a un Gran Re, dei quali il più conosciuto, l’ “Oberon ” dei poemi cavallereschi medievali, deve la sua bassa statura ad una maledizione che gli fu lanciata durante il battesimo.
Le isole non sono tutte uguali, alcune galleggiano sull’acqua, altre sono appena sotto la superficie e spuntano solo di notte, oppure una sola volta ogni sette anni. O ancora, parecchi metri sotto l’acqua, ma solo in apparenza, la zona dove sorge l’isola è completamente asciutta, ma circondata da un muro d’acqua a mò di scogliera.
Al largo della costa del Galles, si dice che a volte si possano scorgere i ” Verdi Prati dell’Incanto “, una terra che si intravede appena sotto la superficie del mare, ricoperta di alberi e fiori ed erba, fra gli steli e i fili nuotano i pesci.
Molti laghi del Galles proteggono dal mondo esterno le dimore delle fate, nascondendole alla vista degli esseri umani.
Oppure, come nel caso della Dama del Lago, la superficie d’acqua è solo un’illusione creata per proteggere da occhi estranei l’ingresso della propria dimora.

Del bosco l’incanto è il silenzio;
governano qui le scintille di rugiada,
svolazzano sulla brezza,
affinchè l’uomo le respiri e ne gioisca.
Nella magia tutto ciò è spiegato,
ma della natura è questo l’operato,
che si svegli l’essere umano
che il fatato deve esser salvato!
Come vivrà “C’era una volta”
se la piccola vita viene disciolta,
nella soffitta di una memoria
che di ricordare la gioia e l’ebrezza di un sogno,
saperne non vuole!
Voi che qui viaggiate
perchè in esse credete e di loro vi fidate:
Salvatele!
Con un batter di mani,
farete un batter d’ali rinascere;
una fatina ritroverà la vita
e la fantasia non sarà finita.
In essa vivono le fate che van protette.
Se dunque credete
ecco la ricompensa di saper
il numero di coloro che qua giù
hanno salvato una creatura di lassù!

Un cartone per le piccole streghette moderne…

28 Aprile 2005 29 commenti


C?e? un cartone, per le piccole fate-streghe, che narra di un gruppo di giovani fate alle prese con tre streghe malefiche(ma anche tanto simpatiche!): Icy, dal cuore di ghiaccio, Stormy, regina della tempesta, Darcy, strega dell?oscurità.

Il tutto si svolge in un mondo fantastico di nome Magix, che si trova in una dimensione fantastica, dove ci sono tre scuole di magia: il College di Alfea dove le aspiranti fate vanno a lezione di incantesimi e pozioni, quello di Fonterossa dove si impara ad usare la spada e a difendersi dalle creature malvagie, la scuola di Torrenuvola per affinare i poteri magici e renderli più efficaci.

Tra le cinque fate protagoniste c?è Bloom, leader del gruppo, che vive sulla Terra e, all?inizio, è ignara dei propri poteri magici. E? altruista, indipendente, impaziente, testarda. Ha lunghi capelli rossi, occhi verdi e un gran bel sorriso.

Poi c?è Flora, la fata dei Fiori, che ama la botanica e utilizza fiori e piante per le sue pozioni; é la più matura delle cinque anche se ha volte ha poca fiducia in sé stessa.

Musa, é invece la fata della Musica, alla quale piace ascoltare dolci melodie e sognare ad occhi aperti; ha un grande senso dell?umorismo, é affidabile e sa mantenere i segreti. Ha i capelli scuri raccolti in due codini, é un maschiaccio ed é decisamente lunatica.

La più ?vanitosa? é Stella, la bionda fata del Sole e della Luna; é vivace, ottimista, piuttosto pigra e spendacciona, molto carina. Passa il tempo creando elisir d?amore e pozioni che si rivelano semplici maschere di bellezza.

La più sicura di sé, forse un po? troppo, é, infine, Tecna, la fata della Tecnologia che é un tipino preciso al limite del maniacale. E? metà fata e metà androide.

Le cinque ragazze si prodigano per battere le tre streghe cattive. A dar loro una mano ci sono gli specialisti Brandon, a capo del gruppo, Principe Sky, amico di Brandon, Riven, l?ombroso del gruppo, Timmy, timido e cervellone.

Insomma, la serie è davvero divertente e adatta alle più piccine?che si identificheranno nelle loro fatine preferite?

Comunque, vi lancio un sondaggio: secondo voi a quale delle winx assomiglia ciascuna di noi?
Forza spremetevi le meningi e rispondete?

Leggende Italiane…

27 Aprile 2005 6 commenti


Ma possibile che nessuna leggenda sulle streghe ci racconti di donne buone??
Ci credete che le streghe fossero tutte cattive???
Io no…però vi lascio qualche leggenda trovata qua e la…a voi l’ardua sentenza….Baci per tutti…Morgana

La Strega Micillina (piemonte)
Si narra che verso la meta’ del ’500 fosse vissuta in Piemonte una strega chiamata Micillina, bruciata sul rogo dopo un processo.
Nata a Barolo, si marito’ con un uomo di Pocapaglia, ma le cose non andavano bene. La gente diceva che la donna aveva il potere di uccidere fulminando la gente con lo sguardo, di deformare i bambini, gettare il malocchio e colpire gli animali.
Il marito cerco’ di risolvere la cosa in maniera energica.
Ma un giorno, dopo l’ennesima dose di bastonate, caccio’ la moglie di casa. Micillina decise di vendicarsi e chiamo’ il diavolo per aiutarla; questi non la fece attendere, suggerendole cosa fare. La strega ando’ quindi al campo dove lavorara il marito e con una scrollatina all’albero su cui lui era arrampicato, diventò vedova.
Micillina continuo’ con le sue fatture e un di’ se la prese col fornaio del paese. In quei tempi, era il fornaio che passava di casa in casa a prendere l’impasto del pane, per cuocerlo nel forno comune del paese.
Cosi’ si recava anche da micillina. Ma un giorno arriva, la chiama e questa non risponde. La chiamo’ tre volte, ma niente. Allora se ne torno’ al forno? ma poco dopo mori’.
Pero’, dopo un altro poco di tempo, in cui la donna continuo’ con le sue fatture, Micillina fu arrestata, costretta a confessare e condannata al rogo.
Ma mentre veniva condotta al luogo della condanna, si iniziarono a sentire nell’aria strani voci e suoni, mentre dal cielo cadevano rotoli di spago. Erano le streghe colleghe che le dicevano “Attaccati, attaccati Micillina”, ma lei non poteva perche’ il prete di fianco a lei le tirava addosso l’acqua santa.
Cosi’ la strega fu bruciata, si dice sopra un masso chiamato “Bric d’la masca Micillina”, dove ancora oggi pare si possano vedere delle macchie rosse, che ne’ vento ne’ pioggia cancellano.
Nonostante la morte della strega, i problemi a pocapaglia non cessarono, e la gente diceva che era colpa delle streghe che si vendicavano della sorte di Micillina

Il marito e la Janara (Campania)
Una vecchia leggenda racconta che tanti anni addietro, una notte un uomo, svegliatosi all’improvviso, si rese conto che la sposa non era a letto accanto a lui.
Allora si alzo’ e si mise a cercarla per tutta la casa, ma cerca e gira, non riusci’ a trovarla, e se ne torno’ a letto.
La notte successiva, incuriosito, pensò bene di spiare la moglie, per vedere che mai facesse.
Fece cosi’ finta di addormentarsi, e ad un certo punto vide la donna che zitta zitta si alzava e andava a prendere una boccetta. Con il contenuto inizi’ a cospargersi il corpo, e finito cio’ si lancio’ dalla finestra prendendo il volo.
A quella vista il marito rimase stupefatto e il giorno dopo decise di sostituire il magico unguento con dell’acqua.
Alla terza notte, la moglie che nulla sospettava, attese che l’uomo s’addormentasse, e quando le parve immerso nel sonno, s’alzo’ e ando’ a prendere la sua boccetta per ungersi e lanciarsi di nuovo in volo, ma precipitò nel cortile sottostante.
Dopo il tonfo, il marito scese a soccorrerla, e mentre la stupefatta donna lo guardava dolorante, le disse: “Meglio na mugliera cu ‘e cosce rotte, ca janara”.
(Traduzione: “Meglio una moglie con le gambe rotte, che strega”)

Le streghe di Masceta (Toscana)
In Garfagna, proprio ai piedi del paese di Magliano, sul lato a sinistra della piccola valle, tra secolari alberi di castagno, nei tempi andati c’era una sorgente d’acqua freschissima, che era chiamata la fonte di Masceta.
Si narra che tanto tempo fa, in una notte di luna, un uomo del borgo, andando verso la fontana, si trovò improvvisamente davanti ad una scena incredibile: alla luce di un falo’, giovani donne scarmigliate e mezze nude, danzavano selvaggiamente.
Alla vista dell’uomo, le donne, che erano streghe, gli si gettarono contro. Il poveraccio, vedendosi perduto, prese il suo coltello a serramanico e formando una rozza croce, riusci’ a salvarsi.
Da quella volta, dopo il tramonto, chi andava alla fonte, non mancava di portare con sé un piccolo rosario o un altro segno sacro.

Quando la magia è nel cuore

27 Aprile 2005 13 commenti


nono
non è una streghetta
ma la magia di Sara
stava nel suo cuore
perchè il potere dell’amore
è quello più forte di tutti! ^_^

LOVELY SARA

Sara o lovely lovely Sara
sei un fresco fiore che
che il vento non puo’ spezzare no no
perche’ questo fiore e’ forte e mai cedera’
vivra’

Sara
Sara
Graziosa sei tu
dolce bimba di molte virtu’
Sara lovely Sara occhi blu
un sorriso hai sempre tu
con il cuore affronti
tutti i contrattempi
che la vita ti riserva
Sara
Sara
graziosa sei tu
dolce bimba di molte virtu’

Sara o lovely lovely Sara
oggi il vento non c’e’ piu’
serena ora e’
la vita per te
e un arcobaleno ti splende di gioia
sul cuor
sul cuor

Sara
Sara
Graziosa sei tu
dolce bimba di molte virtu’
Sara lovely Sara occhi blu
un sorriso hai sempre tu
con il cuore affronti
tutti i contrattempi
che la vita ti riserva
Sara
Sara
graziosa sei tu
dolce bimba di molte virtu’

lovely lovely Sara sei tu

La "maghetta" Bia!

27 Aprile 2005 16 commenti


Ricordo con piacere e tenerezza questo cartone che ha accompagnato i miei pomeriggi di bambina?riempiendoli di magia, sogni e risate?E? proprio lei, la maghetta Bia, una delle prime insieme a Sally, che ho conosciuto e che mi ha fatto apprezzare il mondo magico?quella voglia che ciascuno ha di ?colorare? la realtà, di adattarla un po? ai propri desideri e ai propri bisogni?la voglia di diventare grandi, di crescere e accrescere le proprie conoscenze, attraverso continue, nuove scoperte?già, sono molto legata a Bia?mi riporta a quel periodo magico che è l?infanzia!
Questa maghetta arriva sulla Terra perché deve partecipare ad una sfida, insieme alla sua rivale Noah(quanto mi piaceva!), dai lunghi capelli turchini, per diventare Regina del mondo della magia?tra mille peripezie seguiremo le sue vicende e quelle della sua ?strampalata? famiglia, dove la mamma e la piccola sorellina san fare magie anche loro?Più che raccontarvi cosa accade, tanto immagino che in molti lo avrete visto, vorrei sapere i vostri ricordi rispetto a quel periodo?i vostri vissuti, il vostro rapporto con il ?pensiero magico??quanto di Bia c?e? in voi?

E questa è la sigla, da canticchiare tutti insieme?e non ditemi che non ve la ricordavate!!!

??B E A B E E Ba Be B E I Ba Be Bi B E O Ba Be Bi Bo B E U Bu Ba Be Bi Bo Bu
C E A C E E Ca Ce C E I Ca Ce Ci C E O Ca Ce Ci Co C E U Cu Ca Ce Ci Co Cu

E cosi’ tu mi sfidi ad imitare Bia ed a fare qualche magia
io faro’ sparire un fazzoletto se non lo trovi vai subito a letto
ma un cavallo da una stella non so se mi riuscira’
ma cantiamo insieme la canzone, forse Bia ci aiutera’

B E A B E E Ba Be B E I Ba Be Bi B E O Ba Be Bi Bo B E U Bu Ba Be Bi Bo Bu
C E A C E E Ca Ce C E I Ca Ce Ci C E O Ca Ce Ci Co C E U Cu Ca Ce Ci Co Cu

D E A D E E Da De D E I Da De Di D E O Da De Di Do D E U Du Da De Di Do Du
F E A F E E Fa Fe F E I Fa Fe Fi F E O Fa Fe Fi Fo F E U Fu Fa Fe Fi Fo Fu

Appesa ad un ombrello colorato Bia e’ scesa sulla Terra per noi
viene da un paese molto lontano dove i bambini si danno la mano
dove ci son solo amici e puoi fare tutto quello che vuoi
e quel mondo se con lei tu canti lo ritroverai

B E A B E E Ba Be B E I Ba Be Bi B E O Ba Be Bi Bo B E U Bu Ba Be Bi Bo Bu
C E A C E E Ca Ce C E I Ca Ce Ci C E O Ca Ce Ci Co C E U Cu Ca Ce Ci Co Cu??

Smack da Soleluna

Miti e leggende napoletane…parte 1

26 Aprile 2005 8 commenti


La mia bella città…Napoli.. oltre ad essere famosa per il sole…il mare…il mandolino e la pizza…(vedmonologo di Troisi…eheh) è anche piena di bellissime leggende che i nostri nonni ci raccontano spesso..
Loro ci parlano di cose accadute sul serio… e io vi dirò…ci credo…
Cominciamo il nostro viaggio nei miti e nelle leggende napoletane con due dei più conosciuti.. e mi raccomando fatemi sapere che ne pensate…che poi si continua…buona lettura…

‘O Munaciello & ‘A Bella ‘Mbriana

Senza dubbio ‘O Munaciello e’ il personaggio piu’ nominato e piu’ temuto dai napoletani.
Questi rappresenta lo spiritello dispettoso e bizzarro che, con il suo imprevedibile comportamento, ne fa l’entita’ piu’ citata nelle leggende.
Al comportamento dispettoso spesso si accompagnano benevoli “lasciti” in moneta contante. In questo caso non bisogna rivelare a nessuno l’episodio, pena l’accanimento del Munaciello nei nostri confronti. Non e’ raro un comportamento un pò strano in presenza delle giovani e belle donne.
Vi sono due ipotesi sulla sua origine:
La prima ipotesi vuole l’inizio di tutta la vicenda intorno all’anno 1445 durante il regno Aragonese. La bella Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di stoffe, si innamora del bel Stefano Mariconda, un garzone. Naturalmente l’amore tra i due e’ fortemente contrastato. Il fato volle che finisse in tragedia. Stefano viene assassinato nel luogo dei loro incontri segreti mentre Caterinella si rinchiude in un convento. Di lì a pochi mesi nascerà un bambino da Caterinella. Le suore del convento lo adotteranno cucendogli loro stesse vestiti simili a quelli monacali con un cappuccio per mascherare le deformita’ di cui il ragazzo soffriva. Fu così che per le strade di Napoli veniva chiamato ” lu munaciello”. Gli si attribuirono poteri magici fino ad arrivare alla leggenda che oggi tutti i napoletani conoscono. Anche lu munaciello morì misteriosamente.
La seconda ipotesi vuole che il Munaciello sia il gestore degli antichi pozzi d’acqua che, in molti casi, aveva facile accesso nella case passando attraverso i cunicoli che servivano a calare il secchio. I dispetti li faceva, secondo me, perche’ i proprietari del pozzo non provvedevano a pagarlo per i suoi servizi.
Comunque resta il mistero di questo personaggio molto spesso associato alla parte cattiva dell’animo umano, al demonio che si nasconde e che e’ sempre pronto ad afferrarci e che i napoletani cercano da sempre di evitare.

Il personaggio indicato come ‘A Bella ‘Mbriana, invece, rappresenta lo spirito benigno. E’ una sorta di anti-munaciello. Avere questa presenza nelle case significa benessere e salute. E’ rappresentata come una bella donna molto ben vestita paragonabile alla fata delle favole dei bambini. E’ anche detta Meriana oppure ‘Mmeriana.
La derivazione etimologica proviene dal latino meridiana il cui mariana indica l’ombra quasi a rappresentare un’ombra sotto cui ripararsi oppure indica il significato etereo dell’essere. A testimonianza dell’affetto dei napoletani verso questa figura, e’ molto comune a Napoli il cognome Imbriani derivante, appunto, da ‘Mbriana.
Ultimo dettaglio importante: nella casa bisogna sempre lasciare una sedia libera perche’ potrebbe entrare ‘A bella ‘Mbriana e sedersi per riposare. Se tutte le sedie fossero occupate la nostra Amica potrebbe andare via con tutte le sciagure derivanti dalla mancata ospitalita’!
Vi lascio con una canzone di Pino Daniele…BELLA ‘MBRIANA appunto…
Grazie a tutti di esserci…Morgana

BELLA ‘MBRIANA
(di Pino Daniele)
Dint’ ‘o scuro e chi me vede
si sapisse che può dà matina e sera
t’aggio visto crescere e cantà
t’aggio visto ridere e pazzià
dint’ ‘o scuro e nun se crede
si sapisse votta a passà sta jacuera
t’aggio visto chiagnere e jastemmà
t’aggio visto fottere e scannà
bonasera bella ‘mbriana mia
ccà nisciuno te votta fora
bonasera bella ‘mbriana mia
rieste appiso a ‘nu filo d’oro
bonasera aspettanno ‘o tiemppo asciutto
bonasera a chi avanza ‘o pere c’ò core rutto
che paura a primmavera
nun saje cchiù che t’haje aspettà
e che succede
l’aggio visto ‘a guerra vuò vedè
sò ati tiempe e tu che può sapè
‘nfaccia ‘o muro ce sta’ ‘o core
‘e chi pava sempe e nun sente dulore
e aggio visto ‘e notte ‘o fuoco a mmare
chino ‘e rrobba e cu’ ‘nu fierro mmano
bonasera bella ‘mbriana mia
ccà nisciuno te votta fora
bonasera bella ‘mbriana mia
rieste appiso a ‘nu filo d’oro
bonasera aspettanno ‘o tiempo asciutto
bonasera a chi torna ‘a casa c’ò core rutto.